Ti sarà capitato di leggere che alcuni atleti, tra cui la famosa campionessa del tennis Venus Williams ed il pilota britannico di formula 1 Lewis Hamilton, hanno abbracciato la dieta vegana.

Intanto è utile chiarire che il veganismo è una forma estrema di vegetarianismo che esclude dall’alimentazione umana qualsiasi alimento di provenienza animale (e quindi anche latte e derivati, uova, miele), consentendo solo l’uso di alimenti vegetali.

Gli atleti sostenitori di tale approccio dietetico riferiscono di avere sperimentato numerosi vantaggi in termini di salute e performance tra cui: miglioramento del sonno, riduzione di infiammazione ai tendini, maggiore lucidità mentale e più facile recupero dopo le gare.

Possiamo stare dunque tranquilli oppure esistono dei rischi concreti per l’atleta?

Per prima cosa devi sapere che una dieta vegana non strutturata bene può esporti a carenze nutrizionali, quali vitamina B12, vitamina D, ferro, zinco calcio e iodio.

In particolare stavolta ti voglio parlare di vitamina B12……

La vitamina B12 viene sintetizzata da microrganismi presenti nel rumine (parte di stomaco) dei bovini e delle pecore, e gli esseri umani la assumono preformata dal mondo animale, che rappresenta la fonte principale. Non la assumi dal mondo vegetale, a meno che tu non decida di mangiare verdura sporca di letame!!

Sebbene i depositi di vitamina siano mille volte superiori alle necessità quotidiane, i dati che provengono dallo studio EPIC- Oxford, in Inghilterra, indicano che circa il 50 % dei partecipanti vegani era carente di vitamina B12; un ulteriore 21 % è stato classificato come avente livelli troppo bassi di tale vitamina.

L’atleta vegano dovrebbe prevenire le carenze consumando regolarmente cibi fortificati, arricchiti cioè con tale vitamina oppure assumendo integratori di B12. Vista la limitata capacità di assorbimento da parte di un fattore del nostro corpo, è bene consumare cibi arricchiti con piccole quantità di vitamina B12 (ad esempio cereali, bevande vegetali, lievito alimentare in scaglie) 2-3 volte al giorno, ad intervalli di 4-6 ore. D’altra parte, si può ricorrere una volta a settimana all’integratore che, grazie all’elevata concentrazione di B12, sfrutta un secondo meccanismo di assorbimento di tale vitamina.

In conclusione, atleti che non assumono vitamina B12 possono sentirsi bene; tuttavia negli anni la carenza può portare a problemi cardiaci, neurologici e ossei. Quindi consiglio di monitorare attentamente il proprio stato di salute con test di laboratorio validi; basarsi sulle proprie sensazioni alla lunga può giocare un brutto scherzo!!

Bibliografia
Position of the Academy of Nutrition and Dietetics: Vegetarian Diets. Journal of the Academy of nutrition abd dietetics. 2016
Vegan diets: practical advice for athletes and exercisers. Rogerson D. Journal of the International Society of Sports Nutrition (2017) 14:36