È utile correre a digiuno? 

Da anni si discute sulla opportunità di mangiare o meno prima di allenarsi. Numerose strategie di allenamento sono state sviluppate allo scopo di sfruttare la fascia lipolitica per utilizzare al meglio i grassi, soprattutto allo scopo di dimagrire.

Tuttavia, vari studi hanno dimostrato che fare esercizio fisico a digiuno non incrementa la perdita di massa grassa.

Perché?

Sebbene in acuto si verifichi il tanto desiderato effetto brucia grassi, nel periodo che segue l’esercizio, il corpo si autoregola mediante il decremento compensatorio dell’ossidazione lipidica.

Il consumare più o meno grassi durante l’allenamento è dunque indifferente, perché se l’obiettivo è la perdita di peso quello che conta è il bilancio calorico giornaliero e settimanale.

Dunque correre a digiuno serve?

Serve nell’ottica di creare degli adattamenti, cioè dei miglioramenti a livello muscolare e cardiovascolare  che, nel tempo,  possono tornare utili all’atleta che vuole migliorare la propria performance.

E’ ormai noto che gli adattamenti, avviati dall’esercizio fisico, possono essere aumentati o ridotti dai nutrienti che derivano dagli alimenti che consumiamo. L’allenamento “a stomaco vuoto”, eseguito cioè con basse quantità di glicogeno epatico, crea uno stress metabolico con conseguente attivazione di  tutta una cascata di segnali molecolari che a loro volta  aumentano il contenuto mitocondriale (i mitocondri sono la centrale energetica della cellula) e la capacità di ossidazione dei grassi.

Nella fase preparatoria di una gara di endurance (ad esempio una maratona) l’allenamento a digiuno è una dunque una strategia che può essere sfruttata a nostro vantaggio 2-3 volte alla settimana, quando il carico di lavoro è più leggero.

Il discorso è affascinante ma rimane complesso e molti studi saranno ancora necessari per comprendere a fondo i meccanismi di regolazione cellulare indotti dall’allenamento e dalla nutrizione.

Il mio personale consiglio è quello di periodizzare, integrando esercizio fisico e alimentazione, considerando anche l’importanza di allenarsi in condizioni particolari, come ad esempio a digiuno per stimolare le vie metaboliche che servono a produrre energia.

 

Puoi trovare l’articolo anche sul Corriere dello Sport.