LE VERITÀ SULLA NUTRIZIONE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE (PARTE TERZA)

//LE VERITÀ SULLA NUTRIZIONE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE (PARTE TERZA)

LE VERITÀ SULLA NUTRIZIONE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE (PARTE TERZA)

Un ultimo articolo con l’obiettivo di sfatare i miti che purtroppo caratterizzano il mondo dell’alimentazione e della nutrizione umana. Analizziamo altre verità:

1) L’essere umano è onnivoro:
Gli esseri umani ed i loro antenati hanno mangiato carne per milioni di anni (1).
I nostri corpi sono ben adattati al consumo di carne e siamo perfettamente in grado di utilizzare le sostanze nutritive presenti in essa. Abbiamo uno stomaco con un pH fortemente acido per digerire le proteine. Le cellule parietali della mucosa del fondo e del corpo del nostro stomaco sintetizzano una glicoproteina, detta fattore intrinseco di Castle, essenziale per il corretto assorbimento della vitamina B12 (presente solo nei cibi di origine animale), che avviene nel tratto finale dell’intestino tenue (chiamato ileo). Inoltre, la lunghezza delle diverse parti del nostro apparato digerente sono a metà tra quella tipica degli animali carnivori e di quelli erbivori, cosa che indica che siamo naturalmente “disegnati ” per essere onnivori.

2) Non c’è necessità di mangiare ogni 2-3 ore:
Viene spesso consigliato alle persone di mangiare pasti piccoli e frequenti durante il giorno per mantenere alto il metabolismo e perdere peso. Tuttavia alcuni studi scientifici non sono d’accordo con questa teoria. Mangiare 3 pasti al giorno ha lo stesso effetto sul totale delle calorie bruciate del consumare 5-6 (o più) piccoli pasti (2). Quindi, mangiare spesso (in un regime normocalorico) può essere utile perché previene la fame eccessiva in alcune persone, ma non è corretto affermare che pasti ravvicinati influenzano la quantità di calorie che vengono bruciate. Anzi, il passaggio sregolato e continuo di nutrienti dall’intestino al fegato conduce ad una risposta metabolica alterata rispetto al normale ciclo alimentazione-digiuno, contribuendo all’insorgenza della steatosi epatica e dell’obesità addominale (3).

3) Le calorie contano, ma non sono tutto:
Le calorie sono importanti, questo è un dato di fatto. Il sovrappeso è una questione di energia immagazzinata in eccesso che si deposita sotto forma di grasso corporeo. Tuttavia, questo non significa che dobbiamo “stressarci” con la conta delle calorie, o monitorare tutto ciò che consumiamo in maniera ossessiva. E’ meglio invece imparare a conoscere gli alimenti e a comprendere che tipo di reazione creano nel nostro corpo una volta che li assumiamo. La caloria è una misura standard, il metabolismo e le reazioni ormonali al cibo sono invece differenti da persona a persona.

4) Gli integratori per la perdita di peso quasi mai funzionano:
Il mercato è pieno di integratori per la perdita di peso. Vengono pubblicizzate le loro proprietà miracolose, che non trovano alcun riscontro nella pratica. Anche quelli che potrebbero funzionare (ad esempio il glucomannano) hanno un effetto talmente modesto che non fa la differenza. Coloro che promuovono soluzioni “magiche” in realtà causano danni perché distolgono le persone da ciò che conta davvero. La verità è che non ci sono scappatoie, l’unico modo per dimagrire e per mantenere il peso raggiunto sta nell’adottare un cambiamento dello stile di vita, seguendo una corretta alimentazione e facendo una regolare attività fisica.

Questo breve excursus di verità non vuole certo essere esaustivo, poiché tante e varie sono le tematiche che andrebbero prese in considerazione.
Il cammino che porta alla conoscenza nel campo dell’alimentazione e della nutrizione umana può sembrare impervio. Sta a noi però approfondire sempre con spirito critico, senza farci condizionare da coloro che continuano a dire e a scrivere tutto ed il contrario di tutto, senza scienza né coscienza.

1) Animal Source Foods and Human Health during Evolution. Clark Spencer Larsen. . J. Nutr. November 1, 2003 vol. 133 no. 11 3893S-3897S.

2) Increased meal frequency does not promote greater weight loss in subjects who were prescribed an 8-week equi-energetic energy-restricted diet. Cameron JD, Cyr MJ, Doucet E. Br J Nutr. 2010 Apr;103(8):1098-101.

3) Hypercaloric diets with increased meal frequency, but not meal size, increase intrahepatic triglycerides: A randomized controlled trial. Karin E. Koopman et al. Hepatology, Vol. 60, Issue 2, pages 545-553, Aug. 2014.

2015-04-03T11:19:31+00:00

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