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Rallentare

l'invecchiamento si può!

Dieta Anti-Aging

L’affermazione “noi siamo quello che mangiamo” è quanto mai giusta. Infatti il nostro organismo utilizza le molecole contenute nel cibo per far fronte a tutte le sue necessità metaboliche. L’alimentazione è vita. Data la sua importanza, noi abbiamo la possibilità di vivere una vita qualitativamente migliore e più longeva o, viceversa, favorire un più precoce decadimento della nostra salute sia fisica che psichica.

L’aging (o invecchiamento) è un fenomeno fisiologico che inizia già dopo i 35 anni. Esso è un processo complesso e riguarda tutti i nostri organi interni, il nostro sistema nervoso, quello endocrino e quello immunitario.

Un comune denominatore dell’invecchiamento è l’accumulo di danni al DNA durante la vita. Tutti i giorni, infatti, subiamo milioni di sollecitazioni dannose (infiammazione cronica, stress psico-fisico, terapia cronica con farmaci, alimentazione sbagliata), ma fortunatamente le nostre cellule hanno la capacità di riparare il DNA danneggiato; tuttavia, alcuni danni sfuggono ai meccanismi di riparazione ed il loro accumulo nel tempo può avere conseguenze rilevanti.

 Un corretto programma nutrizionale ti aiuta ad invecchiare in salute perché permette di:

  • Preservare e/o stimolare la massa magra (specialmente se abbinata all’indispensabile esercizio fisico). La sarcopenia (perdita della massa e della forza muscolare) è una sindrome correlata all’età, che crea disabilità e peggioramento della qualità della vita. Mantenere la massa muscolare, dunque, è essenziale per mantenere il metabolismo, le difese immunitarie, la forza fisica e la vitalità.  
  • Garantire l’eubiosi intestinale. Se soffri di gonfiore e non sei regolare con l’intestino è perché  si è verificato uno squilibrio della flora intestinale che quotidianamente subisce l’insulto da parte di vari fattori (alimentazione scorretta, carenze enzimatiche, stress, farmaci, inquinamento). L’intestino è un organo chiave, perché contiene una delle più alte concentrazioni di rilevatori chimici, quali cellule nervose, cellule endocrine e cellule immunitarie, i cui segnali agiscono su tutti i tessuti e organi del nostro corpo. Tali cellule sono fortemente influenzate dai batteri intestinali; questo, ovviamente, può avere un effetto positivo o negativo. Uno squilibrio nel rapporto tra batteri buoni e cattivi attiva molti di questi rilevatori in modo negativo, il che può innescare lo sviluppo di una serie di malattie in molte aree del corpo, non solo quelle associate con l’intestino.
  • Garantire la funzionalità epatica. Una delle più importanti funzioni del fegato è quella della detossificazione, cioè l’eliminazione delle tossine che derivano dai fisiologici processi metabolici e dall’esposizione ambientale. Poiché questo processo necessita di alcuni nutrienti che agiscono come co-fattori enzimatici, una insufficiente assunzione di vitamine, minerali e di altre sostanze essenziali contenute negli alimenti può compromettere la funzione di detossificazione.
  • Apportare i macronutrienti e i micronutrienti in modo bilanciato. Senza un apporto ottimale di nutrienti non è possibile sentirsi energici e vitali ed intervenire su quattro importanti processi cellulari che sono correlati  al processo di invecchiamento: stress ossidativo, glicazione, metilazione e infiammazione cronica. Si tratta di un nuovo modo di vedere la nutrizione che va oltre il concetto di calorie, in quanto il cibo è un potente modulatore a livello cellulare e metabolico.
  • Incrementare i livelli funzionali del sistema endocrino.  Alcuni problemi di frequente riscontro riguardano l’equilibrio degli ormoni: la resistenza all’insulina (alla base della sindrome metabolica), la disfunzione delle ghiandole surrenali (dovuta a stress cronico e ad alimentazione errata), lo squilibrio degli ormoni sessuali femminili (a cui si associano condizioni quali sindrome dell’ovaio policistico, endometriosi, sindrome premestruale, menopausa) e di quelli della tiroide.

 

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